Autovelox: come funzionano, tolleranza, ricorsi
Ultimo aggiornamento: 07/05/2026
Te lo diciamo noi:
Gli autovelox misurano la velocità del tuo veicolo e, se superi il limite, parte una sanzione automatica. Per legge devono essere omologati dal MIT, tarati periodicamente e segnalati in anticipo. Sulla velocità rilevata si applica sempre un margine di tolleranza del 5% (minimo 5 km/h). Se qualcosa non torna, puoi fare ricorso. Qui ti spieghiamo tutto quello che serve.
Cosa devi sapere subito
- Tolleranza obbligatoria: 5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h. La multa si calcola sulla velocità dopo la riduzione (art. 345 comma 3 del Regolamento di esecuzione del CDS).
- Omologazione e taratura: l’apparecchio deve essere omologato o approvato dal MIT (art. 45 CDS). La taratura periodica è obbligatoria (Cassazione SS.UU. n. 1573/2018).
- Segnaletica preventiva: cartelli di preavviso obbligatori e ben visibili (art. 142 comma 6-bis CDS).
- Notifica entro 90 giorni: il verbale deve arrivarti entro 90 giorni dall’infrazione (art. 201 CDS).
- Sconto 30%: se paghi entro 5 giorni dalla notifica, la sanzione si riduce del 30% (art. 202 comma 1 CDS).
Come funziona un autovelox
Un autovelox è un apparecchio elettronico che rileva la velocità dei veicoli in transito. Può funzionare in modo automatico, senza la presenza degli agenti, oppure essere gestito manualmente da una pattuglia.
Tipi di autovelox
Esistono diverse tecnologie, tutte regolamentate dall’art. 45 del Codice della Strada e dai decreti del MIT:
- Autovelox fissi: installati su pali o portali stradali. Funzionano 24 ore su 24, senza presidio. Rilevano la velocità con sensori a terra (spire magnetiche) o radar doppler.
- Autovelox mobili: posizionati su treppiede o dentro un veicolo della polizia. Richiedono la presenza di agenti.
- Tutor (SICVe): misurano la velocità media su un tratto autostradale, non quella istantanea. Ne parliamo in dettaglio nella guida al Tutor.
- Scout Speed e Telelaser: dispositivi portatili a pistola laser usati da pattuglie appostate.
Tutti questi apparecchi devono rispettare due requisiti fondamentali: omologazione (o approvazione) da parte del MIT e taratura periodica certificata.
Omologazione e approvazione: la differenza
L’omologazione è il decreto con cui il MIT certifica che un modello di autovelox è conforme alle specifiche tecniche. L’approvazione è una procedura più snella, usata per alcuni dispositivi. In entrambi i casi, il numero del decreto deve figurare sul verbale di multa.
Se il verbale non riporta gli estremi dell’omologazione o dell’approvazione, il verbale è viziato. Puoi contestarlo.
La taratura periodica
La Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 1573 del 24 gennaio 2018, ha stabilito un principio chiaro: la taratura periodica degli autovelox è obbligatoria. Non basta che il modello sia omologato. Il singolo apparecchio deve essere verificato a intervalli regolari da un centro accreditato Accredia.
La direttiva MIT del 14 agosto 2009 ha fissato i criteri di questa verifica. Se l’apparecchio non risulta tarato o se il verbale non fa riferimento alla taratura, hai un elemento concreto per il ricorso.
La tolleranza del 5%: come si calcola
L’art. 345 comma 3 del Regolamento di esecuzione del CDS (DPR 495/1992) stabilisce che dalla velocità rilevata si sottrae una tolleranza del 5%, con un minimo di 5 km/h.
Ecco come funziona nella pratica:
| Velocità rilevata | Tolleranza (5%) | Velocità contestata |
|---|---|---|
| 60 km/h | 5 km/h (minimo) | 55 km/h |
| 80 km/h | 5 km/h (minimo) | 75 km/h |
| 100 km/h | 5 km/h | 95 km/h |
| 120 km/h | 6 km/h | 114 km/h |
| 150 km/h | 7,5 km/h | 142 km/h (arrotondato per difetto) |
| 200 km/h | 10 km/h | 190 km/h |
La velocità contestata viene sempre arrotondata per difetto all’unità intera. La sanzione si calcola sulla differenza tra questa velocità e il limite della strada.
Per approfondire il meccanismo con esempi pratici, leggi la nostra guida alla tolleranza autovelox.
Sanzioni per eccesso di velocità
L’art. 142 del Codice della Strada prevede quattro fasce sanzionatorie. Gli importi sono quelli attualmente in vigore, come aggiornati dall’ultimo decreto ministeriale di rivalutazione biennale:
| Superamento del limite | Sanzione pecuniaria | Punti patente | Sanzione accessoria |
|---|---|---|---|
| Fino a 10 km/h | Da 42 a 173 € | –3 punti | Nessuna |
| Da 10 a 40 km/h | Da 173 a 694 € | –5 punti | Nessuna |
| Da 40 a 60 km/h | Da 543 a 2.170 € | –10 punti | Sospensione patente da 1 a 3 mesi |
| Oltre 60 km/h | Da 845 a 3.382 € | –10 punti | Sospensione patente da 6 a 12 mesi |
Fonte: art. 142 commi 7, 8, 9 e 9-bis del D.Lgs. 285/1992, consultato su Normattiva il 07/05/2026.
Attenzione: le sanzioni raddoppiano se l’infrazione avviene tra le 22:00 e le 7:00. In caso di recidiva nell’arco di due anni per superamenti oltre 40 km/h, la patente può essere revocata.
Se sei neopatentato, le conseguenze sui punti sono più pesanti. Ne parliamo nella guida ai neopatentati.
Per un approfondimento completo sulle fasce sanzionatorie e i casi particolari, leggi la nostra guida alle multe per eccesso di velocità.
L’obbligo di segnaletica preventiva
L’art. 142 comma 6-bis del CDS è chiaro: le postazioni di controllo della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Questo vale sia per gli autovelox fissi sia per quelli mobili.
In pratica, significa che:
- Deve esserci un cartello con la scritta “Controllo elettronico della velocità” o il simbolo dell’autovelox, posizionato a distanza adeguata prima del rilevatore.
- Il cartello deve essere visibile, leggibile e non coperto da vegetazione o altri ostacoli.
- Per gli autovelox mobili su strade extraurbane, il preavviso deve essere posizionato ad almeno 400 metri (come indicato dalle direttive ministeriali).
Se non c’era segnaletica, o era posizionata in modo inadeguato, hai un motivo di ricorso. Documentalo: scatta foto del tratto stradale, annota la posizione esatta dell’infrazione e cerca i cartelli.
Come fare ricorso a una multa autovelox
Se ritieni che la multa sia illegittima, hai due strade. Ecco come procedere passo passo.
Passo 1 — Ricevi la notifica e controlla i dati
Quando il verbale arriva (per raccomandata o tramite PEC), verifica:
- Data, ora e luogo dell’infrazione.
- Velocità rilevata e velocità contestata (dopo la tolleranza).
- Tipo di apparecchio e numero di omologazione/approvazione MIT.
- Eventuali riferimenti alla taratura dell’apparecchio.
- Data di notifica: conta i giorni dalla data dell’infrazione. Devono essere massimo 90.
Passo 2 — Controlla segnaletica e taratura
Se il verbale non menziona la taratura, o se sul posto non c’era segnaletica adeguata, hai un’anomalia da segnalare. Se possibile, torna sul luogo e documenta con foto.
Passo 3 — Verifica i tempi di notifica
L’art. 201 del CDS fissa il termine in 90 giorni dalla data dell’infrazione (non dalla data di spedizione). Se il verbale ti arriva al giorno 91 o oltre, è tardivo e impugnabile.
Passo 4 — Decidi: pagare con sconto o fare ricorso
Hai due opzioni:
- Pagare entro 5 giorni dalla notifica: ottieni lo sconto del 30% sulla sanzione minima (art. 202 comma 1 CDS). Ad esempio, una multa da 173 euro diventa 121,10 euro.
- Fare ricorso: se paghi, rinunci al ricorso. Se fai ricorso, non paghi (ma rischi che la sanzione venga confermata e, nel caso del prefetto, raddoppiata).
Passo 5 — Scegli a chi presentare il ricorso
| Ricorso al prefetto | Ricorso al giudice di pace | |
|---|---|---|
| Termine | 60 giorni dalla notifica | 30 giorni dalla notifica |
| Costo | Gratuito | Contributo unificato di 43 € |
| Come si presenta | Raccomandata A/R o PEC alla prefettura | Deposito in cancelleria o raccomandata |
| Esito se perdi | Sanzione raddoppiata (entro i limiti del massimo edittale) | Sanzione confermata + spese di giudizio |
| Esito se vinci | Multa annullata | Multa annullata |
Per la procedura dettagliata del ricorso al prefetto, leggi la nostra guida al ricorso al prefetto.
Passo 6 — Prepara la documentazione
Allega al ricorso:
- Copia del verbale di multa.
- La tua memoria difensiva, con i motivi del ricorso (assenza di taratura, notifica tardiva, segnaletica mancante, ecc.).
- Prove documentali: foto, certificazioni, calcolo dei giorni.
Invia tutto tramite PEC (se ne hai una) o raccomandata A/R. Conserva la ricevuta.
I motivi di ricorso più solidi
Non tutti i ricorsi hanno le stesse probabilità di successo. Ecco quelli che hanno una base giuridica forte:
- Taratura assente o scaduta: dopo la sentenza della Cassazione SS.UU. n. 1573/2018, è il motivo più efficace. Se il verbale non prova che l’apparecchio era tarato, la multa è annullabile.
- Notifica oltre 90 giorni: basta contare i giorni. Se il calcolo torna, il ricorso è quasi automatico.
- Segnaletica mancante o inadeguata: serve documentazione fotografica, ma è un motivo riconosciuto dalla giurisprudenza.
- Omologazione mancante: se il verbale non riporta gli estremi del decreto MIT, c’è un vizio formale.
- Errori nel verbale: dati sbagliati su targa, luogo, data o modello del veicolo.
Se la tua situazione è complessa o la sanzione è pesante (sospensione patente, importi alti), valuta di farti assistere da un professionista.
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Autovelox e Tutor: le differenze
L’autovelox misura la velocità istantanea in un punto preciso. Il Tutor (Sistema Informativo per il Controllo della Velocità, SICVe) misura la velocità media su un tratto stradale.
In pratica: puoi passare sotto la prima telecamera del Tutor a 130 km/h e sotto la seconda a 130 km/h, ma se il tratto intermedio lo hai percorso in un tempo troppo breve (cioè a velocità media superiore al limite), scatta la sanzione.
Il Tutor rileva anche superamenti istantanei alle singole porte. Le sanzioni sono le stesse dell’art. 142 CDS.
Per sapere come funziona nel dettaglio, leggi la guida al Tutor autostradale.
Fonti ufficiali
- Art. 142 CDS — Limiti di velocità e sanzioni (Normattiva) — consultato il 07/05/2026
- Art. 45 CDS — Apparecchi e dispositivi di controllo (Normattiva) — consultato il 07/05/2026
- Art. 201 CDS — Notificazione delle violazioni (Normattiva) — consultato il 07/05/2026
- MIT — Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (decreti omologazione e taratura) — consultato il 07/05/2026
- Accredia — Ente italiano di accreditamento (centri di taratura) — consultato il 07/05/2026
- Cassazione SS.UU. n. 1573/2018 — Obbligo di taratura periodica — consultato il 07/05/2026
- Direttiva MIT 14 agosto 2009 — Criteri taratura periodica (Gazzetta Ufficiale) — consultato il 07/05/2026
Domande frequenti
Qual è il margine di tolleranza degli autovelox?
Il margine è del 5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h. Se l’autovelox rileva 105 km/h, la tolleranza è 5,25 km/h: la velocità contestata è 99,75 km/h, arrotondata a 99 km/h. Lo stabilisce l’art. 345 comma 3 del Regolamento CDS.
Come faccio a sapere se un autovelox è omologato?
Il verbale di multa deve riportare il tipo di apparecchio e gli estremi dell’omologazione o approvazione ministeriale rilasciata dal MIT. Se questi dati mancano, il verbale è impugnabile. Puoi verificare i decreti di omologazione sul sito del MIT.
Entro quanti giorni devo ricevere la multa autovelox?
La notifica deve arrivarti entro 90 giorni dalla data dell’infrazione, secondo l’art. 201 del Codice della Strada. Se arriva dopo, puoi fare ricorso per notifica tardiva.
Posso fare ricorso a una multa autovelox?
Sì. Hai due strade: ricorso al prefetto entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorso al giudice di pace entro 30 giorni. Il ricorso al prefetto è gratuito; quello al giudice di pace richiede un contributo unificato di 43 euro.
Gli autovelox devono essere segnalati?
Sì. L’art. 142 comma 6-bis del CDS impone che le postazioni di controllo della velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili. L’assenza di segnaletica è motivo di ricorso.
La multa autovelox arriva anche se guida un’altra persona?
Il verbale arriva al proprietario del veicolo risultante al PRA. Se guidava qualcun altro, puoi comunicare i dati del conducente effettivo entro 60 giorni dalla notifica. Se non lo fai, rischi una sanzione aggiuntiva da 296 a 1.184 euro (art. 126-bis CDS).
Che differenza c’è tra omologazione e taratura?
L’omologazione è il decreto del MIT che certifica che il modello di autovelox è idoneo. La taratura è la verifica periodica che il singolo apparecchio misuri correttamente. La Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 1573/2018) ha stabilito che la taratura periodica è obbligatoria.
Quanto costa una multa per eccesso di velocità?
Dipende da quanto hai superato il limite. Fino a 10 km/h in più: da 42 a 173 euro. Da 10 a 40 km/h: da 173 a 694 euro. Da 40 a 60 km/h: da 543 a 2.170 euro. Oltre 60 km/h: da 845 a 3.382 euro. Importi fissati dall’art. 142 commi 7, 8, 9 e 9-bis del CDS.
Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, sanzioni, scadenze e procedure cambiano: prima di pagare o presentare ricorsi verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali (ACI, MIT, motorizzazione, prefettura).
- ↗ Art. 142 CDS — Limiti di velocità (Normattiva) — accesso 2026-05-07
- ↗ Art. 45 CDS — Apparecchi e dispositivi di controllo (Normattiva) — accesso 2026-05-07
- ↗ MIT — Ministero Infrastrutture e Trasporti — accesso 2026-05-07
- ↗ Accredia — Ente italiano di accreditamento — accesso 2026-05-07
- ↗ Direttiva MIT 14 agosto 2009 — Taratura periodica — accesso 2026-05-07
- ↗ Cassazione SS.UU. n. 1573/2018 — Omologazione e taratura — accesso 2026-05-07