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Autovelox mobili: come funzionano e dove sono ammessi

AGGIORNATO 14 GIU 2026
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Autovelox mobili: come funzionano e dove sono ammessi

Te lo diciamo noi: gli autovelox mobili sono dispositivi portatili o su veicolo che le Forze dell'Ordine possono spostare da un punto all'altro della rete stradale. Per essere validi, devono essere omologati, tarati e segnalati con cartello preventivo come prevede l'articolo 142 del Codice della Strada. - Gli autovelox mobili devono essere **omologati dal MIT** e sottoposti a **taratura periodica**. - La **segnalazione preventiva** del controllo è obbligatoria per legge. - Non tutti i modelli richiedono la presenza dell'agente sul posto: dipende dall'omologazione. - Le postazioni non possono essere piazzate ovunque: servono autorizzazioni dell'ente proprietario della strada. - Se la multa non rispetta questi requisiti, hai buone probabilità di successo nel ricorso.

Cos’è un autovelox mobile e in cosa differisce da quello fisso

Un autovelox fisso è installato in modo permanente sul bordo della strada, dentro una struttura metallica gialla che conosci bene. Non si muove, non cambia posizione.

Un autovelox mobile funziona in modo diverso. Può essere:

  • su treppiede, posizionato sul ciglio della strada da un agente;
  • a bordo di un veicolo in sosta, spesso una pattuglia o un’auto civetta;
  • portatile e tenuto a mano, usato dalle Forze dell’Ordine direttamente in strada.

In tutti i casi, il principio è lo stesso: misura la velocità dei veicoli in transito e, se superi il limite, registra l’infrazione con foto e ora.

La differenza rispetto a quello fisso non è tecnica, è logistica: il dispositivo mobile può comparire in punti diversi ogni giorno. Questo lo rende meno prevedibile. Ed è esattamente il motivo per cui viene usato.

Chi te lo dice davvero: la disciplina degli autovelox, fissi e mobili, è contenuta nell’articolo 142 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e nelle circolari ministeriali del MIT.


Come funzionano tecnicamente

Gli autovelox mobili usano principalmente due tecnologie.

Tecnologia Doppler (radar)

Emette un’onda radio verso il veicolo in avvicinamento. La variazione di frequenza dell’onda riflessa permette di calcolare la velocità. È la tecnologia più diffusa nei dispositivi portatili e su treppiede.

Tecnologia laser (LIDAR)

Emette un fascio laser che misura il tempo impiegato dai riflessi per tornare al sensore. È più precisa del radar e meno soggetta a interferenze. Viene usata soprattutto nei dispositivi tenuti a mano dagli agenti.

In entrambi i casi, il dispositivo deve essere:

  1. Omologato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
  2. Tarato periodicamente, secondo le indicazioni del decreto MIT 11 agosto 2017 e successive disposizioni.
  3. Certificato con verbale di taratura che attesta la precisione al momento dell’uso.

Senza questi tre requisiti, la misurazione non ha valore legale. La multa è contestabile.


Dove possono stare: le regole di posizionamento

Qui molti conducenti hanno una comprensione sbagliata della situazione. Gli autovelox mobili non possono stare ovunque.

Requisiti di posizionamento

Le postazioni mobili devono:

  • Essere collocate su strade dove il limite di velocità è segnalato chiaramente.
  • Non creare pericolo per gli operatori o per il traffico.
  • Essere autorizzate dall’ente proprietario della strada (Comune per strade comunali, Città Metropolitana o Provincia per strade provinciali, ANAS per strade statali).

Chi può usarli

Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Corpo Forestale dello Stato, ciascuno nei limiti della propria competenza territoriale e funzionale.

I Comuni possono usare autovelox mobili sulle strade comunali di propria competenza. Per operare su strade statali o provinciali, devono ottenere autorizzazione dall’ente gestore.

Questa distinzione di competenza territoriale è stata oggetto di numerose sentenze di Cassazione. Se l’ente che ha irrogato la multa non aveva competenza su quella strada, hai un motivo solido per fare ricorso.

In italiano: l’autorità che ti multa deve avere giurisdizione sulla strada dove ti ha beccato.


La segnalazione obbligatoria: quando e come

Questo è uno dei punti più contestati, e vale la pena chiarirlo bene.

L’obbligo di segnalazione esiste

L’articolo 142, comma 6-bis del Codice della Strada prevede che i controlli di velocità siano segnalati in anticipo. Devono esserci cartelli che avvisano della presenza di rilevatori di velocità a distanza sufficiente per permetterti di adeguare la velocità.

Non basta mettere un cartellino a 20 metri dal dispositivo. La segnalazione deve essere collocata a distanza adeguata, in modo visibile.

Il cartello “Controllo elettronico della velocità”

È il segnale standard usato per indicare la presenza di un rilevatore, fisso o mobile. È un cartello complementare che completa il segnale di limite di velocità.

Cosa succede se il cartello manca

L’assenza o la scarsa visibilità della segnalazione è uno dei motivi più frequentemente invocati nei ricorsi contro le multe da autovelox mobile. La giurisprudenza non è completamente uniforme, ma il principio di base è solido: se non sei stato avvisato, la multa è contestabile.

Carte alla mano: controlla sempre le foto allegate al verbale. Se mostrano il punto di rilevazione ma non il cartello preventivo, hai una base per il ricorso.


Presenza dell’agente: obbligo o no?

Questa è una delle domande più frequenti, e la risposta dipende dal tipo di dispositivo.

Dispositivi che richiedono presidio

Alcuni autovelox mobili, per le loro caratteristiche tecniche e l’omologazione ricevuta, possono operare solo con un operatore presente che gestisce il dispositivo e certifica ogni rilevazione. In questi casi, se l’agente non è sul posto o non è in grado di intervenire, la multa è irregolare.

Dispositivi autorizzati al funzionamento autonomo

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che i dispositivi omologati per il funzionamento senza presidio fisso dell’operatore possono operare in modo automatizzato. In questo caso, l’agente non deve necessariamente essere accanto al dispositivo al momento della rilevazione.

La differenza è nel decreto di omologazione specifico del modello. Non puoi saperlo a colpo d’occhio dal bordo della strada.

Cosa puoi fare: nel ricorso, puoi chiedere all’ente che ha emesso la multa di esibire il decreto di omologazione del dispositivo usato e il verbale di taratura. Se non lo producono, la multa decade.


Omologazione e taratura: i documenti che contano

Omologazione e taratura non sono la stessa cosa.

Omologazione

È il riconoscimento da parte del MIT che quel modello di dispositivo è idoneo al rilevamento della velocità ai fini sanzionatori. L’omologazione vale per il modello, non per il singolo strumento.

Taratura

È la verifica periodica che quel singolo strumento specifico misuri correttamente. La taratura deve essere eseguita da laboratori accreditati ACCREDIA e va rinnovata con la periodicità indicata nell’omologazione del modello.

Cosa verifica il giudice nel ricorso

Quando contesti una multa da autovelox mobile, il giudice di pace può richiedere:

  1. Il decreto di omologazione del modello.
  2. Il verbale di taratura dello strumento specifico con data di esecuzione.
  3. La documentazione che attesti il rispetto delle procedure operative.

Se la taratura è scaduta, se manca la documentazione o se il dispositivo non corrisponde al modello omologato, la multa non regge.

Chi te lo dice davvero: la normativa di riferimento è il Decreto MIT 11 agosto 2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2017, che definisce le caratteristiche tecniche degli apparecchi e le procedure di omologazione e taratura.


Cosa fare se ricevi una multa da autovelox mobile

Hai due strade per contestare la multa.

Ricorso al Prefetto

Puoi presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica della multa. È gratuito e si fa per iscritto, inviando il ricorso alla prefettura della provincia dove è avvenuta l’infrazione. Non devi pagare prima di fare ricorso.

Ricorso al Giudice di Pace

Puoi presentare ricorso entro 30 giorni dalla notifica. Ha un costo (contributo unificato), ma il giudice può esaminare nel merito le irregolarità tecniche e procedurali in modo più approfondito rispetto alla prefettura.

I motivi più solidi per fare ricorso

  • Assenza o scarsa visibilità della segnalazione preventiva.
  • Mancata omologazione del dispositivo o modello non corrispondente.
  • Taratura scaduta o assente.
  • Notifica avvenuta oltre i 90 giorni dall’accertamento.
  • Incompetenza territoriale dell’ente che ha irrogato la multa.
  • Dispositivo che richiedeva presidio fisso ma era incustodito.

Fonti ufficiali



FONTI UFFICIALI

Domande frequenti

Gli autovelox mobili devono essere segnalati con un cartello? +
Sì. L'articolo 142 del CDS prevede la segnalazione preventiva del controllo di velocità. La segnalazione deve essere visibile e collocata a distanza adeguata prima del punto di rilevazione. L'assenza del cartello è uno dei motivi più usati per fare ricorso.
L'agente deve essere presente vicino all'autovelox mobile? +
Non sempre. La Cassazione ha stabilito che gli autovelox mobili omologati per il funzionamento autonomo non richiedono la presenza fissa dell'operatore sul posto. Tuttavia molti dispositivi richiedono presidio: dipende dal modello e dall'omologazione specifica.
Posso fare ricorso a una multa presa con autovelox mobile? +
Sì, puoi fare ricorso al prefetto entro 60 giorni dalla notifica oppure al giudice di pace entro 30 giorni. I motivi più validi: assenza di segnalazione, mancata omologazione o taratura del dispositivo, irregolarità nella notifica.
L'autovelox mobile deve essere omologato? +
Sì. Tutti i dispositivi per il rilevamento della velocità, fissi o mobili, devono essere omologati dal MIT e sottoposti a taratura periodica. La mancata omologazione o la taratura scaduta rendono la multa contestabile.
Le Forze dell'Ordine possono piazzare l'autovelox mobile ovunque? +
No. Le postazioni mobili devono essere autorizzate dall'ente proprietario della strada (Comune, Provincia, ANAS) e rispettare i criteri di sicurezza previsti dalle circolari MIT. Non è ammesso su strade dove il posizionamento crea pericolo per gli operatori o per il traffico.
Quanto tempo ho per ricevere la notifica della multa da autovelox mobile? +
L'articolo 201 del CDS prevede che la notifica debba arrivare entro 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione. Se la ricevi dopo, la multa è contestabile per decadenza dei termini.
I Comuni possono usare autovelox mobili sulle strade extraurbane? +
I Comuni possono operare sulle strade di propria competenza. Per strade statali e provinciali serve l'autorizzazione dell'ente gestore. Circolari MIT e sentenze di Cassazione hanno più volte delimitato la competenza territoriale, e la violazione di queste regole è motivo di ricorso.
AVVERTENZA
Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, sanzioni, scadenze e procedure cambiano: prima di pagare o presentare ricorsi verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali (ACI, MIT, motorizzazione, prefettura).