Autovelox fissi: come trovarli sulla mappa d'Italia
Autovelox fissi: come trovarli sulla mappa d’Italia
Te lo diciamo noi: non esiste una mappa ufficiale unica degli autovelox fissi in Italia. I dati sono distribuiti tra comuni, province, ANAS e concessionarie autostradali. Le app di navigazione come Waze, TomTom e Coyote sono oggi lo strumento più pratico per orientarsi, ma nessuna è completa.
Cosa devi sapere subito
- Non esiste un registro nazionale centralizzato degli autovelox fissi.
- La legge obbliga a segnalare ogni autovelox con cartello visibile prima del rilevatore (decreto MIT 11 settembre 2009).
- Le app di navigazione mostrano i punti noti ma non garantiscono copertura completa.
- Ogni comune può installare autovelox con ordinanza propria: i dati sono sul sito istituzionale del comune.
- Sulle autostrade gestiscono gli autovelox le società concessionarie, non un ente unico.
Perché non esiste una mappa ufficiale unica
Questa è la prima cosa da capire, e vale la pena dirtela chiaro.
In Italia gli autovelox fissi non sono gestiti da un unico ente. Dipende dalla strada:
- Strade comunali e urbane: il comune installa e gestisce l’autovelox con propria ordinanza.
- Strade provinciali: la provincia competente autorizza l’installazione.
- Strade statali: ANAS è il soggetto di riferimento.
- Autostrade: ogni concessionaria (Autostrade per l’Italia, ASTM, SALT e le altre) gestisce i propri impianti.
Risultato: i dati sono frammentati in centinaia di database diversi, spesso non comunicanti tra loro.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non pubblica un elenco nazionale aggiornato degli autovelox fissi installati. Alcune regioni hanno tentato censimenti parziali, ma nessuno è completo né aggiornato in tempo reale.
Questa frammentazione è strutturale. È la conseguenza diretta del fatto che l’installazione è una competenza locale, non nazionale.
Gli strumenti pratici per trovare gli autovelox fissi
App di navigazione: il metodo più comodo
Le app con database autovelox integrato sono oggi lo strumento più usato. Ecco le principali.
Waze Funziona su segnalazioni della comunità. Gli utenti segnalano autovelox fissi e mobili in tempo reale. Il database si aggiorna continuamente. Limite: se pochi utenti percorrono un tratto, i dati possono essere incompleti o datati.
TomTom GO Navigation Usa un database proprietario che combina dati ufficiali (dove disponibili), segnalazioni degli utenti e aggiornamenti periodici. Generalmente più preciso di Waze sugli autovelox fissi, meno aggiornato su quelli mobili.
Coyote Servizio a pagamento (abbonamento mensile) specializzato nel rilevamento autovelox. Molto diffuso tra chi percorre lunghe tratte autostradali. Il database viene aggiornato professionalmente, non solo tramite segnalazioni utenti.
Google Maps Mostra avvisi autovelox durante la navigazione, ma la copertura in Italia è meno completa rispetto ai servizi dedicati.
In italiano: nessuna di queste app è una mappa ufficiale. Sono strumenti utili, ma non sostituiscono l’attenzione alla segnaletica stradale.
Siti istituzionali: la fonte più affidabile ma meno comoda
Se vuoi dati certi su un tratto specifico, la strada più affidabile è andare alla fonte diretta.
Per strade comunali: cerca il sito ufficiale del comune (formato comune.nomecittà.it). Vai nella sezione “Atti e ordinanze” o “Polizia locale”. Molti comuni pubblicano le ordinanze di installazione degli autovelox, che includono l’indirizzo esatto.
Per strade statali: il sito ANAS (stradeanas.it) pubblica alcune informazioni sui dispositivi di controllo della velocità, ma non un elenco sistematico.
Per autostrade: il sito di Autostrade per l’Italia (autostrade.it) pubblica informazioni sui sistemi Tutor. Le altre concessionarie hanno portali simili.
Per strade provinciali: i siti delle province di riferimento. Meno sistematici, ma spesso presenti nell’area “Viabilità” o “Polizia stradale provinciale”.
Database aggregatori non ufficiali
Esistono siti e comunità online che raccolgono segnalazioni da fonti miste.
- Tuvelox.it: aggregatore non ufficiale con segnalazioni di automobilisti.
- Gruppi Facebook di automobilisti locali: aggiornamenti in tempo reale su tratti specifici.
- Forum automobilistici: discussioni per area geografica con segnalazioni recenti.
Usali con spirito critico. Le informazioni non sono verificate da fonti ufficiali.
Come fare passo passo per trovare gli autovelox sul tuo percorso
Come fare, passo per passo
Step 1 — Scarica un’app con database autovelox Waze è gratuita e funziona bene per uso quotidiano. Coyote è la scelta per chi percorre tante autostrade. TomTom GO è un buon compromesso. Attiva le notifiche autovelox nelle impostazioni dell’app prima di partire.
Step 2 — Per percorsi pianificati, consulta il sito del comune Se attraversi un centro urbano che non conosci, cerca il sito del comune. Sezione “Atti e ordinanze” o “Polizia locale”. In pochi minuti verifichi se esistono ordinanze di autovelox su quel tratto.
Step 3 — Per strade statali, controlla ANAS Il sito stradeanas.it ha una sezione viabilità. Per i tratti più battuti le informazioni ci sono.
Step 4 — Per autostrade, controlla il sito della concessionaria Autostrade per l’Italia pubblica la mappa dei Tutor attivi nella sezione dedicata. Cerca il tratto di tuo interesse.
Step 5 — Usa Street View per verifica visiva Se conosci l’indirizzo approssimativo, apri Google Maps, attiva Street View e percorri virtualmente il tratto. I cartelli di segnalazione autovelox sono visibili se la foto è recente.
Step 6 — Presta sempre attenzione alla segnaletica fisica Nessuna app sostituisce l’occhio. I cartelli “Controllo elettronico della velocità” sono l’unica fonte certa e aggiornata in tempo reale.
Cosa dice la legge: gli autovelox fissi devono essere segnalati
Questo è il punto che ti interessa davvero se hai preso una multa.
Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’11 settembre 2009 stabilisce l’obbligo di segnalare la presenza di autovelox con cartelli stradali visibili. La segnaletica deve essere posizionata prima del punto di rilevamento, con distanza sufficiente a consentire la riduzione della velocità.
L’articolo 142 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) disciplina i limiti di velocità e i controlli. La giurisprudenza ha consolidato il principio che un autovelox privo di adeguata segnaletica può rendere la multa impugnabile.
Chi te lo dice davvero: il testo del decreto MIT del 2009 è disponibile sul portale del Ministero. Prima di fare qualsiasi ricorso, leggi il decreto e verifica la situazione specifica del tratto dove hai ricevuto la multa.
In pratica: se mancava la segnaletica obbligatoria, hai un possibile motivo di ricorso. Ma serve documentazione concreta: foto del tratto, data, orario e il verbale originale. Non basta la sensazione.
Autovelox fissi e autovelox mobili: le differenze che devi conoscere
Ti può capitare di trovare dati di autovelox su un tratto, percorrerlo e non vedere niente. Oppure prendere una multa su un tratto che non risulta in nessuna app.
La distinzione è importante.
Autovelox fissi: installazione permanente, struttura visibile (spesso una scatola gialla o grigia su palo, oppure una struttura a portale). Segnalato con cartello fisso. Funziona in modo continuativo.
Autovelox mobili: postazioni temporanee gestite dalla polizia locale o dalla polizia stradale. Possono essere spostati. Non sempre segnalati con anticipo sufficiente a farli risultare nelle app. Devono comunque rispettare i requisiti di segnaletica previsti dalla normativa.
Telelaser con pattuglie: agenti in postazione con strumento di rilevamento manuale. Nessuna struttura fissa. Molto difficile da mappare.
Le app di navigazione sono abbastanza affidabili sugli autovelox fissi. Molto meno sulle postazioni mobili e sui telelaser.
Dove si trovano più spesso gli autovelox fissi in Italia
Non è possibile pubblicare una mappa completa e aggiornata, ma alcune tipologie di strade e situazioni sono statisticamente più frequenti.
Ingressi e uscite dai centri urbani I tratti di raccordo tra strade extraurbane e centri abitati sono tra i punti più monitorati. Il limite scende spesso da 90 km/h a 50 km/h: un punto critico per molti automobilisti.
Strade statali a scorrimento veloce in territorio extraurbano Alcune strade statali storiche hanno una concentrazione elevata di autovelox fissi, soprattutto sui tratti rettilinei dove le velocità tendono a salire.
Autostrade: il sistema Tutor Il sistema Tutor misura la velocità media su tratti definiti, non la velocità puntuale. Non è un autovelox classico: misura il tempo impiegato tra due portali anche distanti decine di chilometri. La mappa aggiornata dei Tutor attivi è pubblicata sul sito di Autostrade per l’Italia.
Zone scolastiche e ospedaliere I comuni installano spesso autovelox fissi nei pressi di scuole e ospedali. Sono zone con limiti ridotti (spesso 30 km/h) e alta sensibilità politica.
Gallerie e sottopassi Punti dove la velocità tende ad aumentare per effetto tunnel. Alcune gallerie stradali e autostradali sono monitorate.
Cosa fare se prendi una multa da autovelox fisso
Hai ricevuto un verbale. Prima di pagare, verifica alcune cose.
Controlla la data di notifica La multa deve essere notificata entro 90 giorni dalla data dell’infrazione. Se il verbale arriva oltre questo termine, hai un motivo formale di ricorso.
Verifica la segnaletica Se ricordi (o puoi verificare su Street View) che mancava la segnaletica obbligatoria, documenta. Fai un sopralluogo fotografico prima che eventuali cartelli vengano installati nel frattempo.
Verifica omologazione e taratura Gli autovelox devono essere omologati dal MIT e sottoposti a taratura periodica. Puoi richiedere al comando che ha emesso il verbale i documenti di omologazione e la data dell’ultima taratura. La mancanza di questi documenti è un motivo di ricorso consolidato in giurisprudenza.
Valuta il ricorso Hai 60 giorni per il ricorso al prefetto (gratuito) o 30 giorni per il ricorso al giudice di pace (con spese di giudizio). Per approfondire, leggi la guida sul ricorso per multa autovelox.
- ↗ Normattiva - Art. 142 Codice della Strada D.Lgs. 285/1992 — accesso 2026-06-13