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Decreto autovelox 2026: le novità dopo il decreto MIT

AGGIORNATO 15 GIU 2026
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Decreto autovelox 2026: le novità dopo il decreto MIT

Te lo diciamo noi: il decreto MIT sugli autovelox ridisegna le regole per l'omologazione, l'installazione e l'uso dei misuratori di velocità in Italia. Se hai preso una multa di recente o vuoi capire cosa cambia, questa è la guida aggiornata. - Il decreto MIT introduce nuovi requisiti di omologazione per i dispositivi di rilevazione della velocità - Cambiano le regole su segnaletica preventiva e distanze minime di installazione - È previsto un periodo transitorio per i dispositivi già in uso - La tolleranza del 5% sull'eccesso di velocità resta invariata (è nel CDS, non nel decreto) - Le multe elevate con dispositivi non conformi possono essere oggetto di ricorso

Perché è nata la necessità di un nuovo decreto

Gli autovelox in Italia hanno una storia normativa travagliata.

Per anni, enti locali e forze dell’ordine hanno usato dispositivi con caratteristiche molto diverse tra loro. La distinzione tra omologazione (verifica che il dispositivo sia idoneo a misurare velocità ai fini sanzionatori) e taratura (verifica periodica che misuri correttamente) non era chiara nella prassi applicativa.

Nel 2018, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 1573/2018) hanno stabilito un principio importante: perché una multa da autovelox sia valida, il dispositivo deve essere non solo omologato ma anche tarato periodicamente. Molti comuni si sono trovati esposti a ricorsi fondati su questo punto.

Il decreto MIT del 2026 interviene per mettere ordine. Stabilisce in modo più preciso cosa si intende per omologazione, chi la rilascia, con quali procedure, e cosa devono fare gli enti che già hanno dispositivi installati.

Chi te lo dice davvero: il testo del decreto è pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ogni dato su termini, scadenze e requisiti tecnici va verificato lì, direttamente.


Cosa cambia con il decreto MIT: i punti principali

Omologazione: nuovi requisiti tecnici

Il decreto ridefinisce i requisiti che un misuratore di velocità deve soddisfare per ottenere l’omologazione ministeriale.

In italiano: non basta che il dispositivo “funzioni”. Deve rispettare standard tecnici precisi, certificati da un ente terzo, e documentati in modo verificabile.

I fabbricanti di autovelox devono presentare al MIT la documentazione tecnica del dispositivo. Il ministero rilascia (o nega) l’omologazione. Senza omologazione valida, il dispositivo non può essere usato per elevare sanzioni.

Questo vale sia per i nuovi dispositivi (che devono ottenere l’omologazione secondo le nuove regole prima di essere installati) sia per quelli già in uso (che devono adeguarsi nei tempi stabiliti dal periodo transitorio).

Taratura periodica: chi controlla e con quale frequenza

La taratura è la verifica che il dispositivo misuri correttamente, nel tempo. Un autovelox può essere omologato ma non tarato: in quel caso, le misurazioni che produce non hanno valore legale ai fini sanzionatori.

Il decreto stabilisce:

  • chi è responsabile della taratura (tipicamente il gestore del dispositivo, che si avvale di laboratori accreditati)
  • con quale frequenza deve essere eseguita
  • come deve essere documentata

Carte alla mano: la documentazione di taratura deve essere disponibile e producibile in caso di richiesta da parte del multato che intende fare ricorso. Se l’ente non riesce a produrla, la multa è impugnabile.

Segnaletica preventiva e distanze minime

Un tema molto dibattuto riguarda l’obbligo di segnalare la presenza di autovelox con cartelli preventivi.

Il decreto MIT interviene su questo punto, definendo:

  • a quale distanza minima deve essere posizionata la segnaletica rispetto al dispositivo
  • quali sono i cartelli obbligatori
  • in quali casi (es. centri abitati, strade extraurbane, autostrade) le regole cambiano

L’assenza di segnaletica preventiva conforme è uno dei motivi più frequenti di ricorso contro le multe da autovelox. Il decreto cerca di uniformare le regole e ridurre l’incertezza applicativa.

Il periodo transitorio per i dispositivi già installati

I dispositivi già in uso al momento dell’entrata in vigore del decreto non vengono disattivati immediatamente.

Il decreto prevede un periodo transitorio durante il quale gli enti gestori devono adeguarsi. Entro quella scadenza, ogni dispositivo deve:

  1. Risultare omologato secondo le nuove specifiche (o avere un’omologazione ancora valida che il MIT riconosce)
  2. Avere una taratura in corso di validità documentata

Cosa succede alla scadenza del transitorio? I dispositivi non adeguati non possono più essere usati per sanzionare. Le eventuali rilevazioni effettuate con dispositivi non conformi rischiano di non reggere in caso di ricorso.

Il consiglio dello sportello: se hai ricevuto una multa da un autovelox e vuoi capire se il dispositivo è in regola, il primo passo è richiedere all’ente emittente la documentazione di omologazione e taratura. È un tuo diritto.


Cosa NON cambia con il decreto

È importante essere chiari su questo punto, per evitare aspettative sbagliate.

La tolleranza del 5% resta invariata

Molti credono che il decreto autovelox modifichi la tolleranza sull’eccesso di velocità. Non è così.

La tolleranza (5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h per velocità fino a 100 km/h) è fissata dall’articolo 142 del Codice della Strada. Non dipende dal decreto MIT sugli autovelox. Per cambiarla servirebbe una modifica al CDS.

Quindi: se l’autovelox ti rileva a 115 km/h dove il limite è 110 km/h, la multa può essere contestata non perché “c’è una nuova tolleranza” ma perché 5 km/h rientra nella tolleranza strumentale già prevista.

Le sanzioni per eccesso di velocità restano quelle del CDS

Gli importi delle sanzioni sono definiti dall’art. 142 del Codice della Strada, non dal decreto MIT. Non cambiano con questo provvedimento.

Le fasce restano quelle basate sull’entità dell’eccesso di velocità (fino a 10 km/h, da 10 a 40 km/h, ecc.) con sanzioni crescenti. Per importi aggiornati consulta direttamente Normattiva.it.

I termini di ricorso restano invariati

Hai ricevuto una multa da autovelox? I termini per fare ricorso non cambiano:

  • Ricorso al prefetto: entro 60 giorni dalla notifica
  • Ricorso al giudice di pace: entro 30 giorni dalla notifica

Questi termini sono nel Codice della Strada e nel Codice del Processo Civile. Il decreto MIT non li modifica.


Come verificare se un autovelox è in regola

Se hai preso una multa e vuoi capire se c’è spazio per un ricorso, ecco cosa fare.

Step 1: richiedi la documentazione

Puoi presentare istanza di accesso agli atti (ai sensi della L. 241/1990) all’ente che ha emesso la multa. Hai diritto a ottenere:

  • il certificato di omologazione del dispositivo
  • la documentazione relativa all’ultima taratura
  • il verbale di installazione (se disponibile)
  • l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada all’installazione

Step 2: verifica la segnaletica

Puoi tornare sul luogo dove ti è stata rilevata la velocità (o usare Street View come punto di partenza) per verificare se era presente la segnaletica preventiva conforme e a quale distanza.

Step 3: valuta con un professionista

Se dalla documentazione emergono irregolarità (mancata taratura, omologazione scaduta, segnaletica assente o non conforme), valuta il ricorso con un avvocato o con un’associazione di consumatori.

Attenzione: non tutti i vizi formali portano all’annullamento della multa. La giurisprudenza su questo tema è articolata. Il fai-da-te totale può costarti di più.


Il quadro normativo di riferimento

Per capire il decreto MIT nel suo contesto, è utile conoscere le norme che lo circondano.

Art. 142 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992): disciplina i limiti di velocità e le sanzioni per chi li supera. Definisce le modalità di accertamento delle infrazioni, incluso l’uso di dispositivi omologati.

Sentenza Cassazione SS.UU. n. 1573/2018: ha chiarito la distinzione tra omologazione e taratura, stabilendo che entrambe sono necessarie per la validità della multa. È il punto di partenza normativo che ha reso necessario il decreto MIT.

Direttiva 14 agosto 2009: regolamenta la taratura periodica dei misuratori di velocità. Il decreto MIT si integra con questa disciplina.

Decreto MIT 2026: interviene sull’omologazione, definendo requisiti tecnici, procedure e tempi transitori.


Cosa fare se hai una multa da autovelox in corso

Hai una multa notificata di recente? Ecco la mappa delle decisioni.

Multa notificata da meno di 5 giorni: hai ancora tempo per pagare con lo sconto del 30% (se previsto nel verbale). Valuta se farlo o se aspettare per verificare la regolarità del dispositivo.

Multa notificata da 5 a 30 giorni: sei ancora nei termini per il ricorso al giudice di pace (30 giorni dalla notifica). Puoi anche fare ricorso al prefetto fino a 60 giorni. Questo è il momento per richiedere la documentazione del dispositivo.

Multa notificata da 30 a 60 giorni: sei ancora nei termini per il ricorso al prefetto. Non puoi più fare ricorso al giudice di pace.

Multa notificata da più di 60 giorni: i termini di ricorso ordinario sono scaduti. Se la multa non è pagata, puoi ricevere una cartella esattoriale.

Per approfondire le procedure di ricorso, leggi la nostra guida su come fare ricorso al prefetto per una multa.


Fonti ufficiali

Le informazioni in questo articolo si basano su:

  • MIT - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sezione comunicazioni e decreti: mit.gov.it (consultato il 15/06/2026)
  • Normattiva.it - Codice della Strada, art. 142 (D.Lgs. 285/1992): normattiva.it (consultato il 15/06/2026)
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - testo del decreto MIT misuratori di velocità: gazzettaufficiale.it (consultato il 15/06/2026)
  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 1573/2018 - omologazione e taratura autovelox

FAQ — Le domande più frequenti

<FAQ items={[ { question: “Il decreto autovelox 2026 è già in vigore?”, answer: “Il decreto MIT è entrato in vigore. Alcune disposizioni prevedono periodi transitori per l’adeguamento dei dispositivi già installati. Verifica sempre la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per i dettagli operativi.” }, { question: “Gli autovelox senza la nuova omologazione possono ancora multare?”, answer: “Durante il periodo transitorio stabilito dal decreto, i dispositivi già installati restano operativi. Alla scadenza del transitorio, quelli non adeguati alle nuove norme non potranno essere usati per contestare infrazioni.” }, { question: “Le multe prese con autovelox non omologati si possono impugnare?”, answer: “Dipende dalla data della multa e dallo stato del dispositivo. Per valutare se hai un motivo di ricorso valido, consulta la documentazione dell’autovelox che ha rilevato l’infrazione e affidati a un professionista.” }, { question: “Il decreto cambia la tolleranza del 5% sugli autovelox?”, answer: “No. La tolleranza del 5% (o 5 km/h per velocità fino a 100 km/h) è prevista dall’art. 142 del Codice della Strada e non dipende dal decreto sugli autovelox. Resta invariata salvo future modifiche al CDS.” }, { question: “Cosa cambia per gli autovelox mobili rispetto a quelli fissi?”, answer: “Il decreto MIT distingue tra dispositivi fissi e mobili e prevede requisiti differenziati. Per i dispositivi mobili usati dalla polizia stradale rimangono in vigore le procedure di taratura periodica già previste.” }, { question: “Come faccio a sapere se l’autovelox che mi ha multato è regolare?”, answer: “Puoi richiedere all’ente che ha elevato la multa la documentazione relativa all’omologazione e alla taratura del dispositivo tramite istanza di accesso agli atti. È un tuo diritto e serve come base per valutare un eventuale ricorso.” }, { question: “Il decreto autovelox riguarda anche il Tutor autostradale?”, answer: “Il Tutor è un sistema distinto dagli autovelox puntali e ha una propria normativa tecnica. Il decreto MIT si concentra principalmente sui misuratori di velocità istantanea. Per il Tutor, verifica le comunicazioni specifiche di Autostrade per l’Italia.” } ]} />


Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, sanzioni, scadenze e procedure cambiano: prima di pagare o presentare ricorsi verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali (MIT, prefettura, Gazzetta Ufficiale).

FONTI UFFICIALI

Domande frequenti

Il decreto autovelox 2026 è già in vigore? +
Il decreto MIT è entrato in vigore. Alcune disposizioni prevedono periodi transitori per l'adeguamento dei dispositivi già installati. Verifica sempre la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per i dettagli operativi.
Gli autovelox senza la nuova omologazione possono ancora multare? +
Durante il periodo transitorio stabilito dal decreto, i dispositivi già installati restano operativi. Alla scadenza del transitorio, quelli non adeguati alle nuove norme non potranno essere usati per contestare infrazioni.
Le multe prese con autovelox non omologati si possono impugnare? +
Dipende dalla data della multa e dallo stato del dispositivo. Per valutare se hai un motivo di ricorso valido, consulta la documentazione dell'autovelox che ha rilevato l'infrazione e affidati a un professionista.
Il decreto cambia la tolleranza del 5% sugli autovelox? +
La tolleranza del 5% (o 5 km/h per velocità fino a 100 km/h) è prevista dall'art. 142 del Codice della Strada e non dipende dal decreto sugli autovelox. Resta invariata salvo future modifiche al CDS.
Cosa cambia per gli autovelox mobili rispetto a quelli fissi? +
Il decreto MIT distingue tra dispositivi fissi e mobili e prevede requisiti differenziati. Per i dispositivi mobili (usati dalla polizia stradale) rimangono in vigore le procedure di taratura periodica già previste.
Come faccio a sapere se l'autovelox che mi ha multato è regolare? +
Puoi richiedere all'ente che ha elevato la multa la documentazione relativa all'omologazione e alla taratura del dispositivo. È un tuo diritto e serve come base per valutare un eventuale ricorso.
Il decreto autovelox riguarda anche il Tutor autostradale? +
Il Tutor (sistema di rilevazione della velocità media su tratti autostradali) è un sistema distinto dagli autovelox puntali. Ha una propria normativa tecnica. Il decreto MIT si concentra principalmente sui misuratori di velocità istantanea.
AVVERTENZA
Le informazioni in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono consulenze ufficiali per casi specifici. Tariffe, sanzioni, scadenze e procedure cambiano: prima di pagare o presentare ricorsi verifica sempre sui canali istituzionali ufficiali (ACI, MIT, motorizzazione, prefettura).